Palermo

Zyz con i Fenici, Panormus per i Romani, con gli Arabi Balarm, i Normanni la chiamavano Balermus, oggi è Palermo. Un nome che racconta una storia millenaria; soltanto pronunciandolo, le suggestioni affiorano al cuore e alla mente, portando con sé le tracce di popoli e culture diverse.

 

Dal Palazzo dei Normanni con la Cappella Palatina, alla Cattedrale passando per la chiesa di San Cataldo e la Zisa, arrivando a San Giovanni degli Eremiti. Tutto sembra evocare una dimensione onirica che custodisce, come un baule colmo di tesori, l’immaginario simbolico d’Oriente. L’atmosfera è unica e sembra richiamare le suggestioni da Mille e Una Notte che ammaliano con la loro potenza visionaria.

Culla della bellezza del Mediterraneo ma anche città metropolitana, Palermo è un viaggio nella storia e nell’arte. Lo stile arabo-normanno attraversa i vicoli stretti del centro storico, si mescola ai sapori e agli odori dei mercati di Ballarò e del Capo, si veste d’oro e di mosaico all’interno di chiese e luoghi sacri.

 

Palermo è anche un inno alla vita che con il Barocco esprime la sua più forte e vera poetica delle meraviglie.
Non si può non rimanere incantati dal tripudio di marmi policromi, dagli stucchi dorati e dai decori che ammantano di fasto e drammaticità scenografica le dimore storiche e i monumenti del XVII secolo.

 

Un percorso tra le vie del centro storico che porta alla scoperta di chiese monumentali, come quella di San Domenico, San Giuseppe dei Teatini o la chiesa di Casa Professa e che si snoda tra gli oratori più importanti, tra cui l’oratorio di Santa Cita, e che termina negli angoli più suggestivi del Cassaro, Porta San Felice e i Quattro Canti.

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L’anima della città barocca si dipana tra strade lastricate in pietra, soffia tra i fruscii d’acqua delle fontane più sontuose e si insinua tra i merletti delle torri monumentali, guida l’occhio impaziente di chi percorre le sue strade e affascina con la sua identità unica e speciale.

 

L’eleganza dello stile Liberty connota uno dei periodi più proliferi di cultura e bellezza della storia del capoluogo. Una nuova estetica della bellezza ispirata alla natura e alle sue molteplici sfumature caratterizza la raffinatezza di teatri, ville e residenze borghesi.

 

Una libera creatività che si esprime in gioielli architettonici in cui membrature curvilinee formano ghirigori floreali, elementi in ferro battuto delineano il profilo di maestose facciate, vetrate policrome danno vita a motivi geometrici e floreali. Esempi di questo stile: Villa Igea, il Teatro Massimo Vittorio Emanuele con i chioschi adiacenti, il Villino Favaloro, il Villino Ida Basile e proprio il Grand Hotel et des Palmes.

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