La Storia

le testimonianze e lo splendore di un tempo

“ispirazione inebriante, che rianima senza posa, palermo”
Cosima Wagner

A stretto contatto con la natura prorompente del Golfo, albergo di città dell’Ottocento, il Grand Hotel et Des Palmes esercita un “appeal” misterioso, iconico luogo della Palermo millenaria. Una storia simbolo, una storia geniale, attorno a questa imponente dimora, costruita all’ombra di due grandi palme, da cui deriverebbe la sua denominazione, ma anche il suo rapporto con l’esterno intesa come prospettiva urbana.


In principio fu la casa patrizia della nota famiglia Ingham Whitaker intraprendenti imprenditori inglesi, che rimasero estasiati dalla bellezza della Conca d’Oro, da paragonarla al mitico giardino delle Esperidi. Un preciso gusto britannico è rappresentato dal collegamento segreto che conduceva alla Chiesa Anglicana, piccolo gioiello indissolubilmente legato all’edificio.

Trasformato da residenza privata a lussuoso hotel della belle èpoque, dall’albergatore nonché entomologo Enrico Ragusa, che lo acquistò nel 1874. Una preziosa cornice in una Sicilia del Novecento, nella quale comincia ad affermarsi la cultura del Liberty con Ernesto Basile, uno dei più importanti architetti italiani dell’Ottocento.

Con i significativi guizzi e decori cari all’Art Nouveau, l’architetto palermitano, progetta con proprio talento, modifiche importanti all’interno del Grand Hotel et Des Palmes, destinato a divenire uno dei luoghi più importanti di vita mondana “fin de siècle”. Tanto cari al Basile, i coni ottici, le trasparenze vetrate colorate e le prospettive, che conferiscono un deciso effetto scenico, insieme a gran parte dell’arredamento e di decorazione ornamentale.

In cerca di, ispirazione per completare la sua ultima opera, l’illustre Richard Wagner, esponente del romanticismo compositivo europeo, soggiornò con la moglie Cosima Liszt al Des Palmes, in una suite rivolta sulla silenziosa strada, che un giorno sarebbe stata dedicata al grande musicista.

Propiziava l’ispirazione del Maestro, verso il completamento del “Parsifal”, il profumo dei fiori in hotel, trasmettendo quella forza redentrice dell’eros di cui si nutriva e attorno a cui girava il suo ultimo dramma musicale.